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La prima richiesta di Martina Patti, la mamma della piccola Elena, una volta entrata in carcere

La prima richiesta di Martina Patti dal carcere: vuole sapere se può finire gli studi

Si trova nella casa circondariale Martina Patti, la mamma di 24 anni che ha ucciso la piccola Elena in preda ad una furia omicida. Gli inquirenti ora sono a lavoro per capire le cause che hanno scatenato in lei questa rabbia. Pare che fosse gelosa del rapporto della figlia con il papà.

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Nella puntata di ieri, venerdì 17 giugno, durante la puntata di Mattino 5, Federica Panicucci ha parlato nuovamente di questa triste vicenda. Il suo inviato infatti è riuscito a fornire nuovi dettagli sull’accaduto.

Uno di questi è proprio che la donna, una volta entrata in carcere come prima richiesta ha domandato agli agenti se poteva avere i libri dell’università e se poteva finire gli studi, visto che le mancano pochi esami.

Da ciò che hanno raccontato i suoi colleghi dell’istituto, Martina Patti era laureata in scienze motorie. Tuttavia, in questi ultimi tempi aveva deciso di iscriversi alla facoltà di infermieristica, poiché aveva più sbocchi lavorativi.

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Questi ragazzi passavano con lei diverse ore della giornata e l’hanno descritta come una mamma amorevole ed orgogliosa. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato potesse compiere un gesto così crudele e straziante.

Martina Patti accusata dell’omicidio di sua figlia Elena

La tragedia di questa bambina che avrebbe dovuto compiere 5 anni a luglio, è avvenuta lo scorso lunedì 13 giugno. La madre è andata a riprenderla all’asilo, dopo che aveva passato la domenica dai nonni paterni.

Una volta rientrate a casa ed averle fatto mangiare un budino, ha deciso di mettere fine alla sua vita. Elena è morta a causa di 7 coltellate che la donna le ha inflitto nella parte della schiena e del collo.

Subito dopo, per non ammettere le sue colpe, ha raccontato ai genitori e all’ex compagno che tre uomini armati avevano rapito la piccola. Solo il giorno successivo, ha ammesso ciò che aveva fatto, dopo una perquisizione dei Sis all’interno della casa.

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Ha accompagnato gli agenti in un campo a circa 200 metri dall’abitazione ed è lì che hanno ritrovato il corpo della bambina, chiuso in cinque sacchi neri, semi sepolto. Ora saranno solo le indagini a far chiarezza su questo triste episodio.