Lavinia investita asilo

Lavinia, investita all’asilo: la testimonianza della maestra in Tribunale

Si è tenuta la seconda udienza sul caso della piccola Lavinia, la bimba investita all'asilo nel 2018 e che oggi vive in uno stato vegetativo

Lo scorso 26 settembre si è tenuta un’altra udienza sul caso della piccola Lavinia, la bimba investita nel 2018 nel parcheggio del suo asilo.

Lavinia investita asilo

La madre di un altro alunno, si era recata a prendere il figlio e mentre faceva manovra nel parcheggio, non ha notato la presenza della bambina di soli 16 mesi. Era da sola, senza a sorveglianza della sua maestra.

L’insegnante, assente durante la prima udienza dopo l’invio di un certificato medico, era presente in aula e ha raccontato la sua versione dei fatti. Versione che però, secondo il padre della piccola Lavinia, presenta troppe incongruenze.

Lavinia investita asilo

La maestra ha spiegato di aver perso di vista la piccola solo per pochi istanti. Era uscita con il suo gruppo di bimbi, formato da 5 bambini e poi è arrivata l’ora di rientrare per la merenda. Ecco le sue parole in Tribunale:

Ci trovavamo fuori in giardino, era poco prima delle 10. Ho preso in braccio Lavinia e siamo rientrati tutti. Non avevo chiuso il cancelletto pedonale e la porta a soffietto, ho lasciato Lavinia seduta per terra poco distante dalla porta e ho raggiunto il piccolo, quando sono tornata ho sentito le urla provenire dall’esterno. Non mi era mai successo che un bambino uscisse. L’ho persa di vista, ma si è trattato di appena pochi secondi. Me l’avevano affidata e io ne ero responsabile.

L’insegnante ha poi continuato raccontando di essersi precipitata all’esterno e di aver visto la donna con le mani alla testa. In pochi minuti ha realizzato che aveva investito la piccola Lavinia. Oggi dichiara di non aver chiuso le porte, ma di aver perso di vista la bimba solo per pochi istanti.

Lavinia investita asilo

Sul volto non c’erano lacrime, ho pensato fosse grave. Ho visto del sangue dalla nuca, l’ho messa in automobile e siamo andare al pronto soccorso. Non ho chiamato i soccorsi perché dovevamo sbrigarci. Mentre stavamo andando via stava arrivando la mamma di un altro bambino, le ho detto di restare con i bambini e ho portato la piccola all’ospedale mentre la donna che l’aveva investita guidava.

Sarebbe comparsa quindi la figura di un’altra mamma, arrivata in tempo per sorvegliare gli altri minori. Una mamma che verrà ascoltata nelle prossime udienze.

La donna che, invece, ha investito la bambina e che oggi è accusata di lesioni gravissime, ha testimoniato di non aver visto nessuno in quel parcheggio e di essersi accorta troppo tardi di quel “fagottino rosa“.

La famiglia di Lavinia non crede alla testimonianza della maestra. La piccola gattonava appena e non credono sia possibile che in pochi istanti possa aver raggiunto il parcheggio.

Mia figlia non poteva correre così, gattonava ancora. Secondo loro, in così pochi secondi, sarebbe riuscita a superare la porta, i cancelletti, un gradino e anche una barriera fino a raggiungere il parcheggio: tutto in due o tre secondi. La maestra ha descritto l’arrivo della seconda mamma come una benedizione, ma ci sono ancora troppe incongruenze nel racconto.

Oggi Lavinia vive in uno stato vegetativo. Ciò che è successo in quell’asilo ha cambiato per sempre la sua vita.