Il funerale di Diana Pifferi

Le indagini sulla morte di Diana hanno trovato un ostacolo: “Cautele ai fini di assicurarne l’integrità”

Proseguono le indagini per la morte della piccola Diana, la bimba abbandonata dalla madre Alessia Pifferi. Si cerca ancora il papà biologico

La squadra Mobile dovrà provvedere alla “conservazione dei reperti da esaminare con le necessarie cautele ai fini di assicurarne l’integrità”. Le indagini sulla morte della piccola Diana hanno trovato un ostacolo, dopo la richiesta della difesa.

Il funerale di Diana Pifferi

Il pm aveva anticipato gli esami sulle tracce di latte, al fine di capire se Diana sia stata sedata o meno da sua madre e mettere finalmente un punto all’orrendo dubbio. Ma gli avvocati di Alessia Pifferi hanno richiesto l’incidente probatorio. Vogliono che durante le analisi del biberon, sia presente anche un consulente della difesa della madre 37enne.

I risultati saranno fondamentali per le accuse contro la Pifferi, al momento accusata soltanto di omicidio con l’aggravante di futili motivi. Se però la polizia scientifica dovesse trovare tracce di ansiolitico nel latte, la donna verrà accusata anche di omicidio premeditato.

Manifesto funebre Diana Pifferi

L’ipotesi, al momento, è che Alessia abbia sedato Diana, impedendole di piangere e chiedere aiuto. Forse perché voleva tenerla calma fino al suo rientro. Potrebbe essere la spiegazione del fatto che nessun vicino abbia sentito nemmeno un lamento provenire da quell’appartamento. Come può una bambina di 18 mesi, che sta morendo di fame e di sete, non piangere per sei giorni? Morire in silenzio nel suo lettino, senza nemmeno cercare la sua mamma?

La difesa ha nominato anche due esperti per una consulenza neuroscientifica e psichiatrica su Alessia Pifferi. La donna, secondo il suo legale, non è lucida. Racconta la vicenda come se non la riguardasse. Non comprende le accuse nei suoi confronti e gli avvocati vogliono cercare di comprendere il suo percorso mentale.

salma Diana Pifferi

Continuano anche le indagini sul cellulare della donna, con l’obiettivo di trovare il padre biologico. Uno degli uomini con i quali Alessia si vedeva e che non sa di essere diventato padre e oggi di aver perso una bambina, lasciata morire da sua madre. Una madre che non si è ancora mostrata pentita per ciò che ha fatto alla piccola Diana. Ha sacrificato la sua vita per trascorrere sei giorni di libertà con il suo compagno.