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Le indagini sulla nuova pista della scomparsa di Angela Celentano e le parole del legale della famiglia

Scomparsa Angela Celentano, le parole dell'avvocato Ferrandino sulla nuova possibilità della pista Turca

Questo è un momento davvero importante per la famiglia di Angela Celentano, la bimba scomparsa sul Monte Faito quando aveva solamente 3 anni. Il Gip ha chiesto una proroga su un’inchiesta del 2009, riguardante una pista della Turchia.

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Sono in corso tutte le indagini del caso per questa triste vicenda, che da circa 27 anni, non ha ancora trovato una risposta. L’avvocato della famiglia sta vagliando una pista del Sud America.

In questo paese c’è una ragazza, che pare assomigli proprio alla foto di Angela, ma avvicinarla è davvero molto difficile. Questo perché ha una rete di protezione intorno davvero molto ampia.

In questi ultimi giorni il Gip Federica Colucci, sta ancora vagliando la pista turca. La blogger Vincenzina Trentinella ha detto di aver saputo da un prete, che ora è deceduto, che Angela era lì.

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Anni dopo aver saputo questa verità, ha deciso di andare a vedere di persona. Si è recata sull’isola di Buyukada ed è proprio qui, che tramite alcune indagini ha trovato un veterinario.

Da ciò che è emerso questa persona pare abbia adottato Angela molti anni prima ed infatti lei crede che lui sia proprio suo padre. Vincenzina facendo anche finta di voler riportare un gatto in Italia, ha anche ottenuto il suo numero.

Le parole del legale che segue la famiglia di Angela Celentano

La donna ha portato subito il biglietto agli inquirenti, ma dalle indagini è emerso che era intestato ad un uomo chiamato Fahri Dal. Tuttavia, non era lui l’uomo con cui la blogger ha avuto contatti nello studio veterinario. Infatti quando hanno parlato con lui, ha negato di aver visto la donna con il gatto nello studio veterinario.

L’avvocato della famiglia Celentano, Ferrandino, non crede a questa possibilità. Per questo in una recente intervista ha dichiarato:

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La blogger ha sostenuto che gli investigatori che si recarono in Turchia commisero un grave errore, ovvero che avrebbero interrogato la persona sbagliata. In realtà ritengo, invece, che l’indagine sia stata svolta con perizia da un’eccellenza a livello europeo, cioè dal Ros dei Carabinieri.