Marco Vannini morto

Marco Vannini, i genitori daranno in beneficenza il risarcimento

In beneficenza il risarcimento per la morte di Marco Vannini quando arriverà

Dopo la sentenza che condanna l’assassino di Marco Vannini e chi non ha fatto niente per aiutarlo, i genitori del ragazzo hanno preso una decisione. Se mai arriveranno i soldi per il risarcimento dovuto dai Ciontoli alla famiglia del giovane, loro daranno tutto in beneficenza. Per onorare la memoria del figlio.

Marina Conte e Valerio Vannini con il figlio

Marina Conte e Valerio Vannini, genitori di Marco, ospiti a Domenica In da Mara Venier hanno parlato per la prima volta della destinazione dei soldi che riceveranno come risarcimento dalla famiglia Ciontoli.

Se un giorno avremo un risarcimento da parte dei Ciontoli, lo daremo in beneficenza per i giovani in nome di Marco.

Fonte Instagram giustizia_per_marco

Queste le parole della coppia dopo la sentenza di Appello bis. Già in passato avevano detto di voler creare una onlus dedicata ai più giovani, dedicandola proprio al figlio Marco.

Fonte Instagram giustizia_per_marco

Marco Vannini aveva solo 20 anni quando è stato ucciso, la notte tra il 17 e il 18 maggio del 2015. Era a casa della fidanzata a Ladispoli, con la famiglia di lei. Quando è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco.

Il colpo e il fatto che nessuno si è preoccupato di portarlo velocemente in ospedale ne hanno causato la morte. Probabilmente se fosse stato soccorso in tempo, come hanno stabilito gli avvocati della difesa, non sarebbe morto.

Marco Vannini morto

Marco Vannini, l’ultima sentenza

L’ultima sentenza dei giudici ha condannato Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Marco, a 14 anni di carcere per omicidio volontario. Per i figli dell’uomo, Federico e Martina, fidanzata del giovane, e la moglie, invece, la condanna è di 9 anni e 4 mesi per concorso con dolo.

Fonte YouTube Notizie 24h

I genitori sottolineano che dopo aver lottato per 5 anni e aver preso schiaffi per 5 anni ora è una liberazione. Volevano solo giustizia.

Abbiamo lottato per cinque anni e abbiamo preso cinque anni di schiaffi, e quindi quando c’è stata la sentenza sentire che finalmente era successo quello che sembrava che non succedesse mai è stata una liberazione. Ma non una vendetta come si è detto. Io volevo soltanto giustizia. Ricordiamoci che comunque abbiamo perso non abbiamo più Marco, chi veramente pagherà siamo io e lui perché siamo condannati all’ergastolo.

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