arresto Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro: parla il figlio di Giovanni Luppino

Il figlio di Giovanni Luppino dichiara di non aver mai visto Matteo Messina Denaro e di non sapere della sua auto parcheggiata nel garage

Sono diverse le persone che sono finite nel mirino degli inquirenti dopo la cattura del boss Matteo Messina Denaro. Il suo prestanome Andrea Bonafede, l’autista Giovanni Luppino e, forse, il figlio di quest’ultimo, Vincenzo Luppino.

arresto Matteo Messina Denaro

Giovanni Luppino, attraverso il suo legale, si è detto estraneo ai fatti. La mattina del blitz ha accompagnato con il suo mezzo, Matteo Messina Denaro alla clinica dove avrebbe dovuto sottoporsi ad una visita. Ma ha dichiarato di non averlo mai visto prima e di non sapere che si trattasse del boss. Si era presentato come “Francesco”, un malato oncologico che aveva bisogno di un passaggio.

Eppure, le forze dell’ordine hanno scovato un terzo covo, che il boss usava per nascondersi, situato proprio accanto all’abitazione di Giovanni Luppino.

Non solo, poco distante, all’interno del garage intestato al figlio Vincenzo, hanno trovato l’Alfa Romeo Giulietta che Messina Denaro aveva acquistato e che usava per muoversi.

covo Matteo Messina Denaro

Le parole di Vincenzo Luppino su Matteo Messina Denaro

Una scoperta che ha portato gli inquirenti a perquisire anche l’abitazione del figlio di Luppino. Lo stesso, intervistato da Fanpage.it, ha dichiarato di non aver mai saputo che la macchina del boss fosse parcheggiata nel suo garage. Ecco le sue parole:

Non so cosa sta cercando la polizia. Io non sapevo che l’auto di Messina Denaro fosse dentro il mio garage e non l’ho mai incontrato, anche dopo aver visto le foto non ricordo di averlo mai incontrato. Io non l’ho mai vista questa auto. Io sto qui in via Cavallotti e non so se Messina Denaro è stato vicino di casa di mio padre.

Giacomo Frazzitta e la cattura del boss

Ha poi dichiarato di essere convinto del fatto che suo padre sia innocente, perché per tutta la vita ha lavorato sodo ed è proprio lui che deve ringraziare per la vita che ha oggi.

L’uomo non sa ancora se sia iscritto nel registro degli indagati, le indagini sono in corso.