Omicidio Lecce, la confessione del killer: “Volevo uccidermi con lo Xanax”

Omicidio Lecce, arriva la confessione assurda del killer: "Volevo uccidermi con lo Xanax"

Omicidio Lecce. L’ultima confessione del killer di Eleonora e Daniele fa accapponare la pelle: “Io autolesionista, volevo uccidermi con lo Xanax“.

Questa è una delle dichiarazioni di De Marco contenuta nelle 70 pagine del verbale dell’interrogatorio di fronte al Gip Michele Toriello. L’infermiere di Casarano ha ammesso di aver iniziato a premeditare l’omicidio già da agosto.

L’interrogatorio di De Marco

Il ragazzo si trova in carcere da dieci giorni, fino ad oggi non ha confessato il movente e nemmeno la natura del messaggio che avrebbe voluto lasciare nella parete della casa dove è avvenuto il delitto.

Troppi “non ricordo” e monosillabi, le uniche certezze riguardano la pianificazione del delitto. De Marco qualche giorno prima l’omicidio ha fatto un sopralluogo sulle strade che portano al palazzo di Via Montello. Attraverso Google Maps, ha individuato tutte le telecamere presenti sulla strada.

Duplice omicidio Lecce, non è ancora chiaro il movente

Nonostante non abbia chiarito il movente, ha rivelato il suo stato d’animo nei momenti precedenti alla tragedia. È stata la “rabbia” a far scatenare tutto.

Daniele e Eleonora Manta

È stato un mix di tante cose. A volte venivo assalito da crisi di rabbia, avevo crisi in cui scoppiavo a piangere all’improvviso. Mi sentivo solo. Come vuoto e solo, e non riuscivo a controllare i pensieri“.

Ha persino parlato di presunti comportamenti autolesionistici, ha mostrato una cicatrice alle caviglie che lui stesso si sarebbe procurato con una lama di coltello.

Omicidio premeditato da agosto

Ormai non ci sono dubbi, Antonio De Marco ha ammesso di aver organizzato il delitto già dallo scorso agosto.

Daniele De Santis e il saluto toccante al funerale
Credit: LECCEPRIMA

Ho pensato che mi avrebbero preso. Lo pensavo la sera stessa. Non credevo che l’avei fatta franca“.

Il 29 settembre l’infermiere è stato arrestato mentre stava svolgendo il tirocinio all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, esattamente sette giorni dopo il delitto.

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