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Omicidio Valentina Di Mauro: l’uomo le ha inferto circa 20 coltellate

Cadorago, i dettagli emersi dietro l'omicidio di Valentina Di Mauro la 33enne uccisa dal suo compagno in casa

Sono in corso tutti gli accertamenti del caso per l’omicidio della 33enne Valentina Di Mauro. Il compagno Marco Campanaro ora si trova in carcere, ma ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Infatti non ha ancora spiegato cosa è successo e le motivazioni del suo gesto.

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I fatti sono avvenuti nella mattinata di lunedì 25 luglio, nell’abitazione in cui la coppia viveva da circa 2 anni a Cadorago, in provincia di Como.

L’uomo si era svegliato per andare a lavoro, ma ossessionato dalla paura di un tradimento, ha svegliato la compagna intorno alle 5 del mattino. Hanno iniziato a litigare ed i vicini si sono presto allarmati, non avendoli mai sentiti discutere.

In un primo momento sono andati a bussare, ma non avendo ricevuto una risposta, hanno allertato le forze dell’ordine. I carabinieri sono arrivati nella casa in pochi minuti.

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Marco Campanaro ha aperto subito la porta e farfugliando ha detto che era in preda ad un raptus per la gelosia. Valentina Di Mauro è stata trovata ormai senza vita nel bagno dell’abitazione e vicino a lei c’era anche il coltello usato per ucciderla.

Da ciò che riporta il quotidiano locale La Provincia di Como, l’uomo ha inflitto alla donna circa 20 coltellate. Inoltre, ha continuato a colpirla anche mentre lei era ormai agonizzante sul pavimento. A dare ulteriori risposte sarà l’autopsia.

Lo strazio della mamma di Valentina Di Mauro

La madre della 33enne in un’intervista con lo stesso quotidiano, ha voluto esprimere tutta la sua rabbia ed il suo dolore per ciò che è successo. La donna al giornalista ha dichiarato:

Erano felici assieme. Il suo compagno però aveva una sorte di ossessione che lei potesse conoscere qualcun altro e che potesse lasciarlo, temeva di essere lasciato solo.

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Diceva di temere che un giorno avrebbe preso i vestiti e se ne sarebbe andata. Anche io stessa avevo avuto modo di cercare di rassicurarlo e di fargli capire che i suoi timori erano del tutto infondati. Mia figlia era il mio angelo, era una ragazza veramente straordinaria, sempre buona e gentile con tutti.