Giulia e Alessia Pisanu

Papà di Alessia e Giulia Pisanu, una lettera per dirgli che non è colpa sua

Il padre non riesce ancora a darsi pace

Non è colpa tua. Una lettrice di Fanpage.it invia al giornale online una lettera indirizzata al papà di Alessia e Giulia Pisanu, le due ragazze di 17 e 15 anni morte tragicamente nell’incidente di domenica 31 luglio 2022 alla stazione di Riccione, travolte da un Frecciarossa. Il padre non si dà pace: andava sempre a prenderle dopo la discoteca, ma quella sera non stava bene.

Giulia e Alessia Pisanu

Katia, questo il nome di chi ha scritto la lettera, ha deciso di abbracciare virtualmente Vittorio Pisanu, il papà delle due sorelle di Castenaso, in provincia di Bologna, morte a Riccione dopo aver trascorso una serata in discoteca.

Caro Papà di Alessia e Giulia, questa è una tragedia ingiusta, assurda, il tuo cuore sarà a pezzi e mi dispiace tanto. Mi dispiace per le tue splendide figlie, e mi dispiace per il tuo dolore, povero papà.

Da figlia, vorrei mandarti un grande abbraccio, e dirti che “non è colpa tua”. Un papà che ama i suoi figli, vuole la loro felicità, e noi figli lo sappiamo bene.

I figli non sono una proprietà dei genitori, e gli adolescenti hanno diritto a vivere, a uscire, a essere felici. Sei un grande papà, volevi la felicità delle tue figlie, le accompagnavi sempre e poi le aspettavi per riaccompagnarle a casa, un cuore grande di papà. Quel giorno però non stavi bene, non ce l’hai fatta ad accompagnarle come facevi sempre, non potevi immaginare.

Sorelle morte a Riccione travolte da un treno

Papà di Alessia e Giulia Pisanu, sei il simbolo di tutti i papà che amano i loro figli

Katia lo dice più volte, da figlia. E vorrebbe tanto abbracciarlo per dirgli ancora una volta che non è colpa sua tutto quello che è successo. Poi esprime le sue condoglianze alla famiglia:

Giulia e Alessia

Sogno un mondo migliore per tutti, un mondo migliore di questo. Cerchiamo di avere più cuore ed empatia, per tutti, perchè questo mondo sta andando in rovina già da tempo e non si vede ancora una via di uscita.