Pupo: “Sono bigamo e ho avuto molti di flirt in passato”

Il cantante si è raccontato al settimanale Oggi.

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Pupo, reduce dalla co-conduzione di StraFactor, che è andato in onda dopo X Factor su Skyuno, si è confessato in una lunga intervista al settimanale Oggi, parlando delle sue dipendenze (gioco e sesso) e del suo passato come tombeur de femmes.

Il cantante toscano, 63 anni compiuti l’11 settembre scorso, ha affrontato l’argomento della bigamia: ha una moglie ma ha anche una compagna: “Sarò bigamo anche nell’aldilà. Nella mia cappella ci sarà posto per me, per la mia compagna Patricia, per mia moglie Anna e per le persone che amo”.

Pupo: "Sono bigamo e ho avuto molti di flirt in passato"

A proposito, poi, della dipendenza dal sesso, Pupo ha svelato che “ora va molto meglio. Ho imparato a governare gli impulsi. In materia ho dato fin troppo: tra masturbazioni e passioni occasionali non mi sono fatto mancare nulla. Ho sofferto non poco: quando dicevo di essere affetto da quella patologia venivo deriso e preso poco sul serio. Ma chi ha vissuto questo tipo stesso problema sa che non è facile uscirne”.

Pupo: "Sono bigamo e ho avuto molti di flirt in passato"

Pupo, come accennato poco su, è sposato con Anna dal luglio del 1974 (da cui ha avuto tre figlie: Ilaria, Valentina e Clara) ma ha anche una relazione dal 1989 con la personal manager Patricia Abati. Non sono state, però, le uniche donne della sua vita: “Sono arrivato ad avere una decina di flirt in giro per il mondo e tre, quattro in Italia – ha svelato il cantante – Inventavo concerti inesistenti, esibizioni private, riunioni, contratti da firmare. Poi prendevo la mia Jaguar e portavo le mie amanti a Venezia al Cipriani o al Danieli. Quante sberle mi sono beccato perché confondevo i nomi delle donne”.

Infine, per quanto concerne l’altra dipendenza, ovvero dal gioco d’azzardo, ha svelato che, per non saldare un ingente debito, Pupo ha raccontato che mi salvai inscenando la mia disperazione e dicendo una bugia squallida: inventai che avevo un gravissimo problema familiare, che mia madre o una delle mie figlie aveva una malattia rara e costosissima”.