Sandro Mayer, parla la figlia: “Ecco le ultime parole di mio padre”

Isabella Mayer a Pomeriggio Live ha raccontato gli ultimi momenti del padre.

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Ieri, all’età di 77 anni, è scomparso il giornalista, scrittore e personaggio televisivo Sandro Mayer. Non a Roma, come è stato subito detto, ma a Milano. Il direttore per oltre 20 anni di Gente ma anche di Novella 2000, Dolly, Epoca e Di Più, se n’è andato per le complicazioni di un’infezione.

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Della sua scomparsa si è parlato a Pomeriggio Cinque, il salotto di Barbara D’Urso e, in collegamento, Maurizio Costanzo ha detto: “Ci avevo parlato di recente e quindi la notizia della sua morte è stata uno sgambetto. Lo chiamai come opinionista a ‘Buona Domenica’ e dopo la prima volta era diventato uno di casa. Abbiamo lavorato insieme una decina d’anni. Mi spiace tantissimo. Aveva la capacità di fare i giornali con una certa leggerezza ma era molto bravo. Mi mancherà molto”.

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In collegamento con la D’Urso c’era anche Isabella Mayer, figlia di Sandro, al settimo mese di gravidanza: “È successo un po’ all’improvviso, in due settimane, ha avuto una brutta infezione – ha raccontato Isabella – Papà non amava parlare di sé malato, so che se in questo momento ci vede non vuole sentir parlare della malattia. Il 10 novembre è stato il mio compleanno, siamo usciti a pranzo e stava bene. Poi è entrato in ospedale, pensava di uscire dopo pochi giorni e purtroppo non è più uscito. Però, veramente, parliamo d’altro. È mancato a Milano, non a Roma come è stato scritto. Un’altra cosa… lui non amava dire la sua età, diceva sempre che l’albo dei giornalisti era sbagliato. Ci teneva tanto alla creatura che ho in pancia. Ieri gli ho detto ‘Papà, io vado via perché devo andare a fare la visita dal ginecologo, dopo ti mando la foto della bambina’. Lui ha detto ‘sì, sì, mandamela subito’ con un sorriso immenso. Questa è stata l’ultima cosa che mi ha detto. Io me lo ricordo sorridente”.

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Roberto Alessi, direttore di Novella 2000, ha ricordato il collega e amico con queste parole: “Credo che Mayer sia stato forse il più grande giornalista popolare, nel senso autentico del termine. Sapeva arrivare all’anima e alla pancia della gente e dare voce alla gente. Un grande professionista che ha dato tantissimo al lavoro e ha dato tanto lavoro. Io oggi vivo in una casa che mi sono comprato grazie al lavoro che mi ha dato. Ha creato dei giornali incredibili come ‘DiPiù’ che è il settimanale familiare più diffuso in Italia. Nonostante questa sua grandissima dedizione al lavoro, non ha mai trascurato la sua famiglia. In tempi abbastanza recenti è diventato anche nonno e ne sono felice. Voglio abbracciare la moglie Daniela e la figlia Isabella, altra bravissima giornalista. I cazziatoni che ci dava Mayer non ce li ha mai dati nessuno perché era appassionato al suo lavoro”.