maria monsè

Maria Monsè e il grande dolore vissuto: “Ho avuto due aborti”

La showgirl ha rivelato di aver subìto due aborti dopo la nascita della figlia Perla Maria

Maria Monsè è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più chiacchierati del piccolo schermo italiano. In queste ultime ore il nome della showgirl è tornato ad occupare le principali pagine di cronaca rosa per aver svelato alcuni dettagli riguardo la sua vita privata. Forse non tutti sanno che la showgirl ha vissuto un grande dolore.

maria monsè

Tutti conoscono Perla Maria, la figlia che Maria Monsè ha avuto dal marito Salvatore Paravia. In alcune interviste la showgirl non ha mai nascosto il suo desiderio di desiderare altri figli. In un’intervista rilasciata al settimanale ‘Ok Salute e Bellezza’, però, la Monsè ha rivelato di aver vissuto un dolore enorme.

Durante il colloquio con il giornale, la showgirl ha confessato che, dopo tre anni dalla nascita di Perla Maria, lei e suo marito hanno sentito la necessità di allargare la famiglia. Nonostante sia rimasta in dolce attesa in poco tempo, qualcosa è andato storto. Queste sono state le sue parole:

maria monsè

Un giorno, però, ho iniziato a sentire dolori alla pancia, così sono corsa a fare un’ecografia. Era solo la terza settimana, il medico mi disse che non c’erano più i battiti e io rimasi scioccata. La mia favola era improvvisamente crollata. Tornai a Roma per abortire e fu un dramma. Uno strazio. Presi dei calmanti. L’operazione andò bene, nonostante il mio stato d’animo e le mie preoccupazioni.

showgirl italiana

Un’esperienza che ha indubbiamente scosso l’animo della showgirl. Nonostante ciò, la Monsè e suo marito non si sono persi d’animo ed hanno provato nuovamente a diventare genitori per la seconda volta. Purtroppo però la showgirl ha confessato di aver avuto un secondo aborto.

dramma per la showgirl

Queste sono state le sue parole a riguardo:

Con il tempo il trauma dell’aborto si affievolì e a un certo punto i ricordi positivi della prima gravidanza, con la felicità che mi dava avere accanto Perla, mi spronarono a riprovarci. Ero disperata, non ci volevo credere. Andai da un altro medico per una seconda ecografia e nonostante l’esito fosse lo stesso, dopo il secondo raschiamento ho convissuto per mesi con il pensiero che i dottori avessero sbagliato e che mio figlio, invece, era vivo e lo avevo perso volontariamente. Ma ero io che vivevo di false speranze, ero io che ero entrata in un tunnel da cui non riuscivo a uscire.