Alex Zanardi prognosi

Alex Zanardi, la prognosi rimane ancora riservata

I medici sono cauti, Alex Zanardi resta in prognosi riservata ma la buona notizia è che l'ex pilota di Formula 1 è stabile

La prognosi di Alex Zanardi rimane riservata anche se le sue condizioni sono stabili. È questo quello che hanno detto i medici del Policlinico Santa Maria alle Scotte nell’ultimo bollettino medico diramato poco prima dell’ora di pranzo. Il pilota di Formula 1 resta sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Ecco cosa si aspettano che accada nelle prossime settimane.

Alex Zanardi si è scontrato con un mezzo pesante sulla strada statale 146 che collega Pienza a San Quirico D’Orcia. L’ex pilota di Formula 1, gravemente ferito, è attualmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Siena.

Il bollettino delle 12:00

Alex Zanardi

In seguito a 2 interventi, Alex Zanardi è in coma farmacologico. Nel bollettino delle 12, i medici del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena hanno asserito:

“In merito alle condizioni cliniche di Alex Zanardi, la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese informa che il paziente ha trascorso anche la quarta notte di degenza nel reparto di terapia intensiva del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena in condizioni di stabilità nei parametri cardio-respiratori e metabolici”.

Alex Zanardi con la sua handbike

Il bollettino prosegue con la descrizione delle condizioni dell’ex pilota di Formula 1 e del suo quadro neurologico. Per Alex Zanardi prognosi ancora riservata.

“Il quadro neurologico resta invariato nella sua gravità. Il paziente rimane sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Eventuali riduzioni della sedo-analgesia, per la valutazione dello stato neurologico, verranno prese in considerazione a partire dalla prossima settimana. La prognosi rimane riservata”.

Alex Zanardi foto

C’è anche una buona notizia, secondo i medici: le condizioni di Alex Zanardi sono gravi ma stazionarie. Il tempo, nel suo caso, è un alleato. Più passano i giorni e più aumentano le speranze che l’atleta possa farcela. Il suo corpo allenato combatte bene e sembra aver retto i colpi. Il professor Oliveri aveva già detto che le cose si potrebbero risolvere nel tempo:

“Sarà lunga, per almeno altri 10 forse anche 15 giorni resterà in coma farmacologico”.