La morte di Antonio Andriani in un video

Dolore e lacrime durante l’ultimo saluto ad Antonio Andriani

L'ultimo saluto ad Antonio Andriani è stato celebrato nella chiesta Sant'Achille di Molfetta. La comunità è sotto choc per quanto accaduto

Dolore, tristezza e lacrime durante l’ultimo saluto ad Antonio Andriani, l’uomo di 40 anni che è morto durante la sua festa di compleanno in una villa ad Erice, in Sicilia.

Morte Antonio Andriani

La funzione funebre è stata celebrata nella chiesa Sant’Achille di Molfetta, in provincia di Bari. Numerose le persone che si sono riunite per salutarlo per l’ultima volta. Parenti, amici e anche conoscenti.

Il primo cittadino, Tommaso Minervini, ha voluto dire la sua dopo la tremenda tragedia:

Le indagini in corso chiariranno le responsabilità di quell’incidente, ma Antonio non potranno restituircelo. Non potranno restituirlo alla famiglia, ai suoi amici di sempre, a tutta Molfetta, che da giorni, sgomenta e incredula, non riesce ad accettare quanto è accaduto, nelle modalità in cui è accaduto.

Sul web è stato diffuso un filmato che mostra le forti immagini dei drammatici momenti in cui Antonio Andriani è morto. Un filmato girato probabilmente da uno degli invitati. Si vede il festeggiato ballare sul pozzo, mentre tiene il telefono in mano. Ad un certo punto decide di scendere e tende la mano verso la persona davanti a lui, per farsi aiutare. Ma in quel preciso istante, il coperchio si rompe e Antonio precipita nel pozzo. Gli invitati sono scioccati e iniziano ad urlare, mentre cercano di guardare dentro quei 25 metri di profondità.

La morte di Antonio Andriani in un video

Andriani ha battuto la testa contro le pareti e purtroppo è morto sul corpo. I vigili del fuoco lo hanno tirato fuori ormai senza vita.

La morte di Antonio Andriani in un video

Il sindaco di Molfetta ha concluso:

È difficile trovare le parole giuste per dare voce al dolore. Conoscevo Antonio e la sua passione per la musica e per Renato zero, il suo idolo. Ne aveva superate tante. Aveva vinto una terribile malattia. Era caduto e si era rialzato fino a diventare manager di un’azienda. Era uno di quei molfettesi che lasciano il segno. Un ragazzo, un uomo sensibile, intelligente e onesto. Una bella persona, che pur vivendo lontano da Molfetta da qualche tempo, non ha mai tagliato i rapporti con la sua città e con i suoi amici di sempre. Ai familiari, ai tuoi affetti più cari, giunga tutta la mia vicinanza.