Juniò

Dopo quattro mesi di lontananza, il piccolo Juniò riabbraccia la sua famiglia

Sua mamma e la sua sorellina erano fuggite dall'Africa quattro mesi fa: l'operazione della Croce Rossa Italiana permette al piccolo Juniò di riabbracciare la sua famiglia

Davvero ammirevole l’operazione della Croce Rossa Italiana che ha permesso al piccolo Juniò di ricongiungersi, dopo tanta sofferenza, alla sua mamma e alla sua gemellina. Le due si erano imbarcate dalla Libia verso l’Italia, lasciando il piccolo con una conoscente. Dopo mesi di lontananza, i tre hanno potuto finalmente riabbracciarsi.

Juniò
Credit: Croce Rossa Italiana

La storia della famiglia protagonista di ciò che vi raccontiamo, inizia dalla Costa D’Avorio. Sono Ivoriane, infatti, le origini di mamma Aisha, suo marito e i loro due gemellini, Juniò e Rama.

Purtroppo, in Costa D’Avorio così come in gran parte degli altri paesi africani, è noto come vengano ancora effettuate delle pratiche alle quali si fa veramente fatica a trovare un senso. Una di queste è l’infibulazione, ossia la mutilazione dell’apparato genitale femminile.

L’Africa è di gran lunga il continente in cui questo tremendo fenomeno è più diffuso. Sono, infatti, oltre 90 milioni le donne già vittime di questa tortura.

Proprio questo motivo, nel 2018, ha spinto Aisha e la sua famiglia a fuggire dal loro paese natale. La donna voleva proteggere se stessa e la sua piccola Rama. Dalla Costa D’Avorio si muovono, quindi, verso la Libia dove resteranno fino a febbraio di quest’anno e dove, purtroppo muore il padre di famiglia.

Juniò
Credit: Croce Rossa Italiana

Rimasta a dover badare sola ai due bambini e con il timore di non farcela, Aisha ha deciso poi di tentare un viaggio della speranza verso l’Italia. La donna ha portato con sé la piccola Rama e ha affidato Juniò ad una sua connazionale.

Approdate sulle coste della Sicilia, dopo un estenuante viaggio nel freddo Mediterraneo, le due vengono sistemate in un centro di accoglienza di Crotone, in Calabria.

Juniò riabbraccia la sua famiglia: il video

Difficile trattenere le lacrime dopo aver visto le immagini di questo video.

Juniò
Credit: Croce Rossa Italiana

Quattro mesi dopo, Juniò e la donna che si prendeva cura di lui, hanno deciso di affrontare lo stesso viaggio. I due, prima soccorsi al largo delle coste italiane dalla nave Sea Watch e poi trasportati sulla nave quarantena Moby Zaza, sono rimasti in isolamento per 14 giorni. Dopodiché, gli operatori del servizio Restoring Family Links della Croce Rossa Italiana, hanno provveduto a mettere in contatto il piccolo con la sua mamma.

Dopo quattro mesi di sofferenza, di tristezza, di ansie e di paure, Juniò è tornato finalmente tra le braccia di sua mamma e della sua sorellina.

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