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La confessione del marito di Anastasia Alashri: ha finito anche le consegne dopo l’omicidio

La confessione del marito di Anastasia Alashri agli inquirenti: dopo l'omicidio ha finito le consegne

Si trova nella casa circondariale di Bologna il marito di Anastasia Alashri, la giovane 23enne deceduta dopo che l’ex l’ha colpita con un’arma da taglio. L’uomo in realtà ha detto che tra loro è iniziata una colluttazione e che l’ha colpita, proprio perché stava cercando di difendersi.

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A denunciare la scomparsa della donna è stato un suo collega. Solo due giorni prima per lei era scattato il codice rosa, dopo che era andata via di casa ed aveva denunciato l’uomo per gli abusi che era costretta a subire.

I fatti sono iniziati nella giornata di domenica 13 novembre. Precisamente nell’abitazione che la famiglia aveva trovato a Fano. Erano fuggiti dall’Ucraina.

Il rapporto tra i due coniugi era in crisi. Infatti solo pochi giorni prima, Anastasia è riuscita ad andare via dalla casa con il suo bimbo e a trovare ospitalità a casa di un suo collega.

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È stato proprio quest’ultimo a denunciare la sua scomparsa. Questo perché la ragazza aveva lasciato il figlio con alcuni conoscenti ed è tornata nella vecchia casa, probabilmente per prendere le ultime cose.

Tuttavia, dal racconto dell’uomo, è proprio mentre erano lì che tra i due è iniziata una lite, che si è conclusa nel peggiore dei modi. Il marito ha messo fine alla sua vita e poi ha gettato l’arma, il suo telefono ed il corpo nelle campagne locali.

La confessione del marito di Anastasia Alashri

Il colpevole del delitto, sempre dal suo racconto, dopo aver messo fine alla vita dell’ex moglie, ha finito di fare le consegne per la pasticceria per cui lavorava. Alla fine è tornato a casa, ha preso i suoi risparmi ed ha provato a fuggire. La sua fuga però è durata poche ore. Nella sua confessione ha detto:

L’ho colpita, ma solo per difendermi. Era lei che voleva colpirmi con quell’arma. Io ho cercato di ripararmi e nello scontro l’ho colpita. Poi ho portato il corpo nel bosco, ma dentro una valigia.

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Il pm del caso ha ovviamente deciso di disporre l’autopsia sul corpo. Inoltre, visto il racconto, l’uomo si trova nella casa circondariale di Bologna. Durante l’interrogatorio è apparso lucido e sereno. Prima di essere preso, ha anche cercato di depistare le indagini nascondendo l’arma e il telefono in due posti differenti.