mascherina 1522

Mascherina 1522, il nome in codice in Italia per denunciare la violenza

Mascherina 1522 è un nome in codice che, in Italia, serve per denunciare la violenza domestica; ecco come, quando e dove usarlo

Per chi non  lo sapesse, c’è un nome in codice in Italia per denunciare la violenza domestica in questo periodo così difficile per tutti ed è Mascherina 1522. Molte donne sono costrette e stare chiuse dentro le loro case insieme ai loro compagni o mariti violenti e subire maltrattamenti e questo nome in codice è per loro. Ecco come, quando e dove possono usarlo.

Come ben sapete, il nostro paese attraversa un periodo difficile. Per molte settimane le persone sono state costrette a rimanere chiuse dentro le loro case. E, tra queste, molte sono donne vittime di maltrattamenti. Per loro è stato pensato uno stratagemma per aiutarle a denunciare i loro aguzzini. Si tratta del nome in codice #Maschera 1522.

mascherina 1522

Perché si chiama così?

Il numero 1522 è un numero di telefono nazionale sempre attivo dei centri anti-violenza. Si tratta di un numero gratuito, il telefono rosa, dedicato alle richieste di aiuto delle donne vittime di violenza domestica. Come ben sapete, la mascherina, invece, è uno degli oggetti diventati indispensabili per tutti in  questo periodo di emergenza sanitaria. Una donna può usare la necessità di comprare una mascherina come scusa per recarsi in farmacia e chiedere aiuto.

Come usarlo?

Per sfruttare questa opportunità, le donne vittime di violenza devono dire ai loro mariti o compagni di doversi recare in farmacia per acquistare una mascherina. Arrivate davanti al bancone, molte potrebbero essere accompagnate dai loro aguzzini e impossibilitate a chiedere aiuto. A quel punto basterà dire al farmacista che si vuole comprare una Mascherina 1522: lui capirà subito che si tratta di una situazione di pericolo e attiverà le forze dell’ordine.

Quando usarlo?

Bisogna usare questo nome in codice quando si è in situazioni di pericolo. Possono farlo le donne minacciate, maltrattate, picchiate, seguite e vessate dai loro fidanzati, mariti compagni o familiari. Il farmacista sentendolo, farà scattare l’intervento delle forze dell’ordine.

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La convivenza forzata, spesso rende impossibile per le vittime di violenza riuscire a chiamare il numero 1522. Ecco perché è nata l'iniziativa #mascherina1522 (grazie a Andrea Catizone e alle altre donne del gruppo Staffetta democratica), utilizzare una frase in codice per chiedere aiuto all'interno delle farmacie. Il progetto è nato a Livorno e poi si è allargato e ora coinvolge farmacie in tutta Italia. Intanto la Ministra per le pari opportunità Bonetti, ha firmato un protocollo d’intesa con Federazione dell’ordine dei farmacisti, Federfarma e Assofarm, per incrementare le forme di supporto alle donne che subiscono violenza domestica o stalking. Secondo il protocollo ufficiale le farmacie esporranno materiale informativo sul 1522 e forniranno alle interessate tutte le informazioni necessarie per tutelarsi in caso di violenza. http://www.pariopportunita.gov.it/news/violenza-donne-bonetti-firma-protocollo-dintesa-con-federazione-ordini-dei-farmacisti-federfarma-e-assofarm/ #motoodico Non sei sola, puoi chiedere aiuto. . . . . . . #PARITA #CORAGGIO #violenzadigenere #violenzasulledonne #molestie #donne #DIRITTIUMANI #EQUALRIGHTS #femminicidio #stopviolenceagainstwomen #WECANDOIT #DONNE #noallaviolenzasulledonne #femminista #farmacia #farmacista #FEMMINISMO #GIRLBOSS #PRIDE #ROMA #DONNA #FREEDOM #stopviolenzasulledonne #bastaviolenzasulledonne #feminicidio  #ITALY #WOMAN #LETREGHINEE

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Chi lo ha ideato?

#Mascherina 1522 è una campagna lanciata da “Staffetta democratica” per aiutare le vittime di violenza durante questo periodo di emergenza sanitaria. A firmare una lettera, indirizzata al premier Giuseppe Conte, un gruppo di donne tra cui: Beatrice Lorenzin, Cristina Comencini, Laura Boldrini, Anna Finocchiaro, Pina Picierno, Tiziana Ferrario, Livia Turco, Susanna Camusso, Elisa Ercoli, Anna Serafini, Bernardini de Pace.

donna lacrime

Dell’iniziativa ha parlato l’avvocato Andrea Catizone:

“Abbiamo inviato una lettera al premier Conte per richiamare l’attenzione sulle conseguenze che le restrizioni per fronteggiare l’emergenza possono avere nei contesti familiari segnati dalla presenza di maltrattamenti e violenze”.

E se la vittima non può uscire di casa per acquistare la mascherina? In tal caso si può usare uno stratagemma. Si può chiamare il numero di emergenza facendo finta di ordinare una pizza, come vedere nel video qui sotto:

La donna, in questo caso un’attrice, dice all’operatrice di voler ordinare una pizza e le fa capire di essere in difficoltà.

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