La tragedia di Matteo Barattieri

Matteo Barattieri, geologo italiano di 57 anni, investito in America

Stava tornando a piedi verso il suo hotel, Matteo Barattieri, dopo che aveva assistito al concerto della sua band preferita a Nashville

Si trovava negli Stati Uniti d’America per una vacanza e per ascoltare uno dei suoi gruppi preferiti, i Blondie. Matteo Barrattieri, un geologo e ambientalista di Monza di 57 anni, è stato investito da un pirata della strada mentre tornava a piedi nel suo hotel ed ha perso la vita sul colpo. Decine i messaggi di cordoglio apparsi sul web nelle scorse ore.

La tragedia di Matteo Barattieri

Matteo era nato a Monza nel 1965 e dopo gli studi aveva conseguito una laurea ed un dottorato in Geologia. L’ambiente e la cura di esso erano la sua più grande passione, oltre che la sua professione.

Nelle settimane scorse, dalla Lombardia aveva raggiunto gli Stati Uniti d’America, più precisamente la citta di Nashville in Tennessee, per seguire l’altra sua più grande passione, la musica live.

L’altra sera aveva assistito al concerto di uno dei suoi gruppi preferiti, i Blondie. Terminato lo show stava tornando verso il suo hotel a piedi e proprio in quei momenti ha pubblicato l’ultimo post: una foto della strada che stava percorrendo.

Pochi istanti dopo, un pirata della strada, per motivi ancora in corso di accertamento lo ha investito in pieno, uccidendolo sul colpo. I media locali hanno riferito che dopo l’incidente, l’automobilista non si è fermato a prestare soccorso.

Cordoglio per la morte di Matteo Barrattieri

La tragedia di Matteo Barattieri

Matteo Barrattieri viveva a Lecco, dove svolgeva la professione di insegnante. Appresa la notizia della sua morte, sono decine i messaggi di cordoglio apparsi sul web.

Particolarmente toccante quello pubblicato da una sua amica ed ex collega. La donna, oltre che ricordare l’esperienza lavorativa vissuta insieme a Matteo circa 20 anni fa, ha raccontato che si erano sentiti anche ultimamente.

La tragedia di Matteo Barattieri

Ci siamo visti poco in tutti questi anni ma proprio pochi giorni fa, avevamo detto di trovarci, per due chiacchiere e un caffè. “Volentieri ma il caffè no, perché odio il caffè.. un the è meglio”…così mi aveva risposto il caro Matteo… E l idea era di vedersi al suo rientro dagli States, così mi avrebbe raccontato del viaggio, delle emozioni nel rivedere la sua amata Debbi… Oggi, quando ho aperto Facebook, ci sono rimasta di sasso… Nessun caffè, nessun the.. sono davvero molto triste… È proprio vero che i buoni sono i primi ad andarsene… Vola alto Matteo.. ovunque sei, ovunque andrai, vola alto…