La lettera di Egidio Battaglia

Omicidio del piccolo Massimiliano: prima di togliersi la vita, il papà ha lasciato una lettera

Egidio Battaglia ha ucciso il suo bambino e poi si è tolto la vita: la lettera lasciata in cucina

Egidio Battaglia, operaio di 43 anni, residente a Castello di Godego, ha strangolato il suo bambino di due anni e mezzo e poi si è tolto la vita, tagliandosi la gola. Prima di compiere il disperato gesto, l’uomo ha scritto una lunga lettera e l’ha lasciata in cucina.

La lettera di Egidio Battaglia

So che sarò definito un mostro, ma il dolore che sto provando lo conosco solo io. L’ho fatto per evitare a mio figlio un futuro di sofferenze. Meglio farla finita subito, prima che sia troppo tardi.

Pochi mesi fa, la famiglia aveva scoperto che il piccolo Massimiliano era affetto da una probabile forma di autismo, che avrebbe potuto portargli dolore e sofferenza durante la crescita. Probabile, perché si trattava di una diagnosi precoce, vista la tenera età del bambino.

Per il suo papà però, i disturbi cognitivi, rappresentavano una condanna per suo figlio e si era convinto che non avrebbe mai avuto una vita normale. Così, pur di risparmiargli qualsiasi sofferenza, ha scelto di farla finita subito.

La lettera di Egidio Battaglia

Egidio Battaglia era ossessionato dalla malattia di suo figlio e probabilmente non aveva mai raccontato a nessuno, nemmeno a sua moglie, ciò che provava.

Nei quattro fogli lasciati in cucina, prima dell’omicidio-suicidio, l’operaio di 43 anni ha più volte sottolineato la malattia del piccolo Massimiliano e il fatto che solo lui poteva capire la gravità della situazione.

Egidio Battaglia e la ricostruzione della tragedia

Dopo l’immane tragedia, sono intervenuti gli agenti dei Carabinieri, che da subito hanno cercato di ricostruire la dinamica dei fatti e di capire le motivazioni dietro il disperato gesto.

Secondo le prime notizie riportate, i fatti si sarebbero consumati nella mattinata del 20 febbraio, intorno alle 9:00.

La moglie Adriana era uscita per andare al lavoro, all’ospedale di Castelfranco.

La lettera di Egidio Battaglia

Gli inquirenti credono che Egidio non sia stato colto da alcun raptus di rabbia, ma che al contrario, avrebbe pianificato l’omicidio-suicidio.

A lanciare l’allarme, sono stati suo padre e suo fratello, che stavano aspettando lui e Massimiliano per pranzo. Non riuscendo a contattarli, hanno deciso di andare a controllare.

Al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo è stato trovato in bagno, in un lago di sangue, senza vita. Il bambino di due anni, era accanto a lui, ancora in pigiama. Si pensa che Egidio lo abbia strangolato con le sue mani, prima di uccidersi. Una ipotesi che sarà confermata dall’autopsia che verrà effettuata sul corpo del piccolo Massimiliano.

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