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Roma, le chiamate di Alessia Sbal agli agenti prima della sua morte

Roma, le telefonate di Alessia Sbal agli agenti, prima che l'uomo alla guida del camion la investisse

Sono ben tre le chiamate che Alessia Sbal ha fatto alle forze dell’ordine, prima che l’uomo alla guida del camion la investisse. Da ciò che raccontava la donna, qualcuno la stava inseguendo e le stava anche tagliando la strada. Ora saranno solo gli inquirenti a far luce sull’accaduto.

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I fatti sono iniziati nella serata di domenica 4 dicembre. Precisamente sul raccordo anulare, prima dell’uscita per via Boccea, nella città di Roma.

La donna che lavorava come estetista e che tra poco avrebbe anche aperto un centro estetico, è stata investita da un camion. L’uomo alla guida del mezzo è stato rintracciato poche ore dopo.

Tuttavia, quest’ultimo nella sua giustificazione ha detto di non essersi accorto di nulla. La sorella di Alessia, però, ha rivelato un particolare importante e cioè che la donna in quei minuti era impaurita, poiché qualcuno le stava tagliando la strada con un tir.

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La prima telefonata della giovane al 112 è durata 23 secondi, la seconda circa un minuto. La terza invece non ha mai avuto una risposta. Forse perché qualcuno le ha detto di indossare il giubbetto catarifrangente e di scendere dall’auto.

La madre di Alessia ha riconosciuto la figlia solo grazie ad un tatuaggio. La sorella, in un’intervista con il quotidiano La Repubblica, ha chiesto che venga fuori la verità.

Le parole della sorella di Alessia Sbal

Mia sorella aveva paura e chiamava il 112. La prima chiamata dura 23 secondi, la seconda, in arrivo al 112, dura un minuto. Alla terza, sempre in arrivo al 112, Alessia non riesce ad avere risposta.

Vuol dire che ha parlato con qualcuno che le ha dato il consiglio di scendere dall’auto ed ha messo il giubbetto. Mi chiedo il perché.

Ora mia sorella non ha più un volto, voglio sapere cosa è successo: non so nemmeno se l’auto ha riportato danni. Le telecamere si trovano distanti, una al chilometro prima e una a quello dopo. E non sembrano esserci danni al guard rail.

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L’uomo alla guida del camion è incensurato e ha 47 anni. Al momento si trova ai domiciliari e a breve dovrà andare davanti al Gip, a spiegare cosa è successo. Per ora è accusato dei reati di delitto stradale e anche di omissione di soccorso.