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Samarate, sono in lieve miglioramento le condizioni di Nicolò Maja, l’unico sopravvissuto alla strage

Samarate, importante aggiornamento sulle condizioni di Nicolò Maja, l'unico sopravvissuto alla strage

Sembra siano in lieve miglioramento le condizioni di Nicolò Maja, il 23enne che è riuscito a sopravvivere alla strage di Samarate. Prima era sedato e stabile, ma in queste ultime ore i medici sono riusciti ad abbassare la dose quotidiana di sedativi.

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CREDIT: FACEBOOK

Gli inquirenti per ora stanno ancora lavorando per cercare le motivazioni dietro questi efferati omicidi. L’unico colpevole è Alessandro Maja, il padre di famiglia.

La tragedia è avvenuta all’alba di mercoledì 4 maggio. Nella villetta che si trova a Samarate, in provincia di Varese. L’uomo in preda ad una furia omicida, è rimasto sveglio a vagare per la casa per tutta la notte.

Alla fine, nella sua confessione, ha dichiarato che intorno alle 5.30 del mattino con un martello ha ucciso prima la moglie Stefania, che dormiva sul divano.

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Subito dopo ha messo fine alla vita di sua figlia Giulia, di 16 anni, che era nella sua stanza. Il medico legale dall’autopsia sulla mano della ragazza ha trovato anche una ferita, che sembra essere compatibile con un tentativo di difesa dall’aggressione. Pare che lei fosse sveglia in quei drammatici minuti.

Nicolò Maja è l’unico sopravvissuto alla strage. È riuscito a svegliarsi in tempo e a sfuggire alla furia omicida di suo padre. Da quel momento è ricoverato in ospedale, in condizioni molto gravi. In un primo momento i medici dicevano che era stabile e sedato. Era ricoverato nel reparto di terapia intensiva e stava lottando per la sua vita.

Il lieve miglioramento registrato sulle condizioni di Nicolò Maja

Tuttavia, in queste ultime ore è arrivato un importante aggiornamento sulla situazione. Da ciò che riporta Fanpage, i dottori dicono che è stabile, che sono riusciti ad abbassare leggermente la dose quotidiana di sedativi e che il giovane ha aperto anche un po’ gli occhi.

Nella giornata di oggi, mercoledì 18 maggio, i medici dovranno sottoporlo ad un intervento allo zigomo.

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Alessandro Maja, il padre e marito, è l’unico colpevole dell’accaduto ed ha anche confessato davanti al Gip. Non sa bene le motivazioni che lo hanno spinto a compiere quei gesti così estremi, ma pare fosse ossessionato dai soldi e dai risparmi. Credeva che sarebbero diventati poveri e lui non poteva accettarlo.