Il racconto del cugino di Saman Abbas

Settimo rinvio dell’udienza del padre di Saman Abbas: anche questa volta il legale difensore non si è presentato

È accaduto per la settima volta, il Pakistan vuole davvero collaborare con l'Italia per il caso di Saman Abbas? Oppure è tutta una "farsa"?

Una “farsa”, è così che in queste ultime ore viene definito l’arresto del padre di Saman Abbas.

Il racconto del cugino di Saman Abbas

Il legale di Shabbar Abbas non si è presentato, di nuovo, in aula e il giudice ha rimandato l’udienza per l’estradizione dell’uomo al prossimo 24 gennaio.

Questa è la settima volta che arriva dal Pakistan la notizia del rinvio, ogni volta con una scusa diversa. Ogni volta qualcuno non si presenta in aula, il giudice stesso, il legale difensore o un funzionario dell’agenzia investigativa pakistana.

bacio Saman Abbas

Ormai è quasi svanita la speranza che, il prossimo 10 febbraio, giorno in cui inizierà il processo di Saman Abbas in Italia, il padre potrà essere presente. Così come la madre Nazia, ancora latitante. Qualcuno in Pakistan la sta davvero cercando? Chi la sta aiutando a nascondersi? Il marito afferma di non sapere dove si trovi sua moglie.

Sono 5 gli indagati per il delitto della 18enne pakistana. Oltre ai suoi genitori, anche i due cugini e lo zio Danish, che si trovano attualmente detenuti in Italia.

Secondo l’accusa, la madre e il padre avrebbero attuato il piano e avrebbero consegnato Saman nelle mani dello zio Danish, che insieme ai due cugini si sarebbe disfatto della nipote. Tuttavia, è proprio grazie allo zio se gli inquirenti sono riusciti a trovare il corpo della 18enne, dopo che ha indicato loro il punto dove era sepolta, nei pressi di un vecchio casolare a Novellara, poco distante dalla casa in cui viveva la famiglia Abbas.

frigorifero buca Saman Abbas
Credit: Chi l’ha visto

Saman è morta a 18 anni perché voleva essere libera. Perché non voleva accettare il matrimonio combinato dalla sua famiglia. Aveva un ragazzo, si era innamorata e voleva vivere quella storia.

Un disonore che la famiglia non poteva perdonare. La madre Nazia l’ha attirata a casa, promettendole aiuto. Si è fidata della donna che le aveva dato la vita, ma è caduta nella sua trappola. Dai primi esami dell’autopsia, è emerso che la 18enne è deceduta per strangolamento.